Radici Cristiane



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Radici Cristiane è nata in un'epoca in cui tanti pretendono di distruggere ogni fondamento cristiano della nostra società.


Un'epoca in cui, - le parole sono di Papa Giovanni Paolo II - “molti europei danno l'impressione di vivere come eredi che hanno dilapidato il patrimonio loro consegnato dalla storia”.

Resta il fatto che le radici d'Italia sono indistruttibilmente cristiane, come cristiane sono le radici di ogni singola nazione e di tutta l'Europa.
Sono queste radici, sono questi valori, di cui siamo fieri, che vengono illustrate da: “Radici Cristiane” - ACIES S.R.L. - Via Torre Argentina, 44 – 00186 Roma – c/c n. 58943994.

E se la nostra Civiltà Cristiana attraversa oggi un'ora di Passione è perché
la legge naturale e divina è negata e le radici e i valori cristiani dimenticati e calpestati.

Ecco perché oggi, ognuno di noi, si trova di fronte ad un bivio:

Cedere alle aggressioni contro la cultura e la morale cristiana (che sono un patrimonio di civiltà laica e universale, l'unico progetto culturale in cui è stata possibile l'esperienza della democrazia e dei diritti dell'uomo).

Ribadiamo il valore universale e culturale della civiltà cristiana come non più appartenenti ad una religione, ma ad uno stato laico e aconfessionale che ha voluto per se il simbolo del crocifisso come simbolo di questo mondo valoriale che riconosce il primato della persona sulla ideologia.



Cedere alle aggressioni contro la cultura e la morale cristiana, rassegnandosi al fatto che la Chiesa diventi un'istituzione sempre più minoritaria nella società!

O reagire alle discriminazioni, favorendo un nuovo slancio evangelico e operando nella prospettiva di restituire al cristianesimo il suo spazio nella società.

È dunque giunta l'ora in cui ogni uomo di buona volontà deve trovare in se stesso nella propria famiglia e nel proprio ambiente sociale quello spirito cristiano, di fede e d'impegno per difendere ciò che ancora sopravvive di quella che è stata, e che desideriamo tornerà ad essere la Civiltà Cristiana.

In Italia ogni città, ogni borgo, ogni pietra reca impresse le vestigia della Civiltà cristiana. È attraverso la strada del bello che vogliamo riscoprire i principi e le istituzioni che hanno fatto parte della nostra storia.

Il Cristianesimo, infatti, ci ha insegnato:

  • a conoscere e adorare l'unico vero Dio;
  • ed a rispettare, dopo Dio, le autorità terrene,
  • operando una distinzione capitale tra la sfera temporale e quella spirituale;
  • a non uccidere l'innocente,
  • a proteggere i deboli,
  • a soccorrere i miseri e gli afflitti;
  • a combattere la menzogna,
  • a praticare e a diffondere la purezza dei costumi;
  • a rispettare la libertà dell'uomo,
  • il suo diritto ad avere una famiglia e educare i propri figli,
  • ad avere una proprietà personale
  • ed a vivere in una società ordinata al bene comune.

Sono questi i “principi non negoziabili” a cui si è più volte riferito Benedetto XVI.
E sono queste “le radici che non possono essere tagliate” di cui ha parlato Giovanni Paolo II.

Crediamo che solo sulle radici cristiane d'Italia e d'Europa sarà possibile costruire il futuro delle future generazioni o tutto andrà perduto.
Potra consultare il nostro sito web:
http://www.radicicristiane.org

La prego difenda le radici cristiane sul piano laico o ateo da atteggiamenti criminali quanto irresponsabili che si affacciano sul delirio del relativismo, nichilismo e satanismo.

Chi è colpevole filosoficamente di tutta questa pornografia?
Certamente, non può esserlo la civiltà cristiana!
Chi paga il conto di 30 canali satellitari in lingua araba, dedicati totalmente alla pornografia: essi hanno un costo astronomico e sono totalmente in perdita.
Chi paga questo conto astronomico?
Chi cerca di degradare anche le future classi dirigenti del mondo arabo?
Francia: genitori allarmati dai pericoli di internet, ma si tratta di un pericolo per tutti i Paesi.
Le minacce all'infanzia e all'adolescenza sono molte: immagini pornografiche e violente, giochi e contatti con reti di pedofilia oltre agli appelli al suicidio e all'anoressia. Di Attilio Faro

Uno studio della Fondation pour l'Enfance, per esempio, ha recepito oltre due milioni di immagini pedofile che girano in internet.

Al fine di adescarli, “alcune menti perverse vanno a cercare nei motori di ricerca parole chiave frequentemente usate dai bambini”, avverte Jacques Henno, giornalista e autore di un libro dal titolo: “Pornografia: la vera violenza.”

IL TRAFFICO DI IMMAGINE PEDO PORNOGRAFICHE FRUTTA Più SOLDI CHE IL TRAFFICO DI DROGA, afferma a sua volta Arnauld Gruselle, direttore della Fondation pour l'Enfance.
Secondo il commissario di polizia Fabien Long “lo sviluppo di internet ha avuto come conseguenza il facilitare considerevolmente l'accesso, la diffusione e lo scambio di immagini pedofile nella rete”.
Ciò CHE SI VEDE è UNA SCHIFEZZA

Gli effetti deleteri di internet non si limitano al pericolo di contatto e coinvolgimento con il Net Work della pedofilia:
1- pornografia in genere;
2- gli appelli al suicidio e all'anoressia;
3- i giochi violenti, ecc...;
4- uso e dipendenza, alienazione e isolamento.
Secondo il sondaggio di IPSOS, i genitori per il 31% affermano che i figli dai 6 ai 17 anni “navigano” in internet ogni giorno.
Questo dato esplode fra gli adolescenti fra i 15 e i 16 anni che giungono a oltre il 65% nell'uso quotidiano di internet, con conseguenze negative per i risultati scolastici e per la mancanza di sonno.
Carlo d'Assaro Biondo, ex amministratore delegato di AOL France, afferma:
“Ciò che si vede in internet è una schifezza, qualcosa di orribile. I rischi che corrono i nostri figli sono enormi.
Se non facciamo attenzione, essi perderanno l'innocenza fra i sei e i sette anni. È inaccettabile ed irresponsabile giocare con il fuoco in questo modo.”
Christine du Fretay dice:
“Quel che si nota negli ultimi mesi è l'aumento di contatti potenzialmente pericolosi a cui i bambini sono esposti via messaggini istantanei, tipo SPS, e blogs, amici virtuali che dopo qualche conversazione chiedono all'interlocutore di spogliarsi davanti alla webcam, la piccola telecamera incorporata nel computer”.

STATO IMPOTENTE E ASSENTE

Lo Stato pur disponendo di strumenti normativi ed operativi, non riesce ad utilizzarli! In Francia, per esempio, l'art. 227-24 del Codice Penale commina la prigione fino a 3 anni e multe di 70.000 euro per chi fabbrica, trasporta o diffonde messaggi di carattere violento o pornografico che potrebbero essere visti da un minore.
Questa legge semplicemente non viene applicata.

Così come non viene presa in considerazione neppure la risoluzione 97/36 della CE del Parlamento Europeo, che mira alla protezione dei minorenni per scene gratuite di “violenza o pornografia”.
Un quarto dei siti pedopornografici hanno i loro server in Russia e la metà negli Stati Uniti, paesi con legislazioni molto liberali nei riguardi di questo tipo di contenuti e le procedure sono lunghe complesse e pressoché inesistenti.

A volte, quando vengono finalmente avviate, si scopre non di rado che il server ha già cambiato domicilio in un Paese diverso.

Così abbiamo uno Stato che si esime davanti all'azione di poteri (apparentemente) marginali, comunque capaci di muovere fortune miliardarie calcolato in 97 miliardi di dollari nel 2006 e studi attendibili hanno censito l'esistenza di 420 milioni di pagine pornografiche nella rete.

La guerra contro questo potere demolitore della famiglia, della innocenza e della formazione alla fede in Dio in genere e stata dichiarata da alcune associazioni di genitori, ma è troppo poco e il tempo è troppo breve affinché i danni siano epocali e irreparabili.

Intervista all'on. Isabella Bertolini “Cambiare le leggi nel rispetto dei principi etici” a cura di Maddalena della Somaglia
Domanda: Alla fine della scorsa legislatura, il ministro Lidia Turco ha modificato in extremis le linee guida della legge 40.
Non le sembra una violazione della volontà degli italiani?

Si è trattato di un grave atto di scorrettezza istituzionale...

Il ministro Turco, attraverso un provvedimento di tipo amministrativo ha tentato di modificare una legge della Repubblica e confermata da un Referendum dal risultato schiacciante.

LINEE GUIDA CHE, RIAMMETTENDO LA DIAGNOSI DI PREIMPIANTO, RISCHIANO DI FAVORIRE UNA PERICOLOSISSIMA MANIPOLAZIONE DI EMBRIONI, PROMOVENDO COSì UNA INDESIDERATA SELEZIONE EUGENETICA.

Domanda: Per una revisione della 194, che pensa del “genocidio del XX secolo”?

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno nel mondo sarebbero praticati circa 50 milioni di aborti, un numero di vittime innocenti pari a quele di tutta la seconda guerra mondiale.

Ogni giorno nel mondo vengono praticati circa 126.000 aborti e in Europa, ogni 25 secondi, una donna abortisce.
Il mondo non può far finta di nulla, la politica non può continuare a girare la testa dall'altra parte.

Domanda: Purtroppo non vi è solo il dramma dell'aborto.

Se non sbaglio nella sua regione l'Emilia Romagna, vi è il 52% dei casi di “aborti farmacologici” provocati dalla RU 486
Un dato sconcertante, frutto della campagna ideologica e laicista di una sinistra che da sempre, nelle regioni rosse, promuove la via dell'aborto facile nascondendo i rischi e gli effettidevastanti a livello fisico e psicologico che questo sempre produce.

L'aborto fai da te, non solo è immorale, ma anche pericoloso.
È stato provato che la mortalità con l'aborto farmacologico è dieci volte superiore rispetto alla interruzione volontaria della gravidanza eseguita chirurgicamente.

Peraltro contrasta con quanto prescrive in materia la legge 194, la quale vieta espressamente che l'interruzione della gravidanza avvenga al di fuori delle strutture ospedaliere.

La diffusione a macchia d'olio della pillola abortiva è una sconfitta per tutti.

È la vittoria di una visione nichilista che promuove la cultura della morte, che non può essere propagandata come un successo, ne per la scienza ne per le donne.

Stranamente, l'ex ministro Livia Turco, che anche se si dichiara cattolica, tuttavia non si smentisce mai nei fatti, c'è da capire cosa significa per lei dichiararsi cattolica.

“Perché come uno è, così sarà il suo amico” Siracide 6,17