Evaristo Madeddu

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Nonnini condannati ad una morte disperata?

Vogliamo vedere perché?

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Come introduzione all'argomento vi devo presentare un nostro amico santo.
Voi volete conoscere uno sconosciuto gigante di santità?
Ecco, si chiama: EVARISTO MADEDDU.

Ecco, questa è la vera ricchezza della Chiesa di Cristo che ha saputo rispondere, nella storia, anticipatamente a molte emergenze della società, che solo tardivamente ha recepito tali istanze e comunque in maniera parziale la nostra società attraverso l'istruzione, la sanità, ecc...

Da questo punto di vista, la carità sociale la Chiesa continua ancora ad essere pionieristica!

La nostra cronaca, purtroppo tra i tanti inquietanti fenomeni che non hanno un precedente nella storia dell'umanità, ci annovera un fenomeno che per me è veramente sconcertante:

i nostri nonni pensionati e molte famiglie gravate di mutuo o semplicemente mono reddito, non riescono a reggere all'urto dell'inflazione reale.

Ovviamente, i nostri nonni, i nostri pensionati, non riescono con la loro pensione a raggiungere la fine del mese e sono costretti a rubare sempre (nella loro vergogna e nella loro dignità) il prodotto meno caro dallo scaffale del supermercato, come una porzione di formaggio, ecc...

Questa è una vergogna sociale, poiché non si tratta di persone affondate nel vizio, ma di virtuosi e parsimoniosi anziani, che la nostra società ha trasformato in accattoni rimbambiti e svergognati!

“E il vecchietto dove lo metto, dove lo metto, non si sa. Mi dispiace, ma non c'è posto, non c'è posto per carità!”

Qualcuno ha mai visto un coniglio depresso? Impossibile!

Lui è nato in gabbia e non sa e non immagina neanche dei prati, degli orizzonti, dei ruscelli, dei fiori, non sa dei profumi, della libertà e delle gallerie sotterranee e della vera felicità!

Ora, se non sei depresso, vuol dire che sei un idiota e che sei già soggiogato mentalmente, ti hanno integrato lo schema dello schiavo e credi che la gabbia è buona e bella!

Ora, non sei arrabbiato, se pur avendoti dato il privilegio di lavorare a stento arrivi alla fine del mese?

Non sei arrabbiato perché i nostri pensionati sono costretti a rubare nei supermercati e non pensi che hai il dovere di FARE qualcosa?

Allora, sei un depravato! “Gli uomini degni di questo nome sanno che ormai è una “lotta mortale

Ora, questi anziani in buona percentuale muoiono separati dalle loro famiglie, isolati o in istituti e muoiono quasi sempre disperati!

Questo è il trionfo del diavolo e chi dice che non esiste, certamente gli appartiene già?

Come? Credete che tutti i preti credono nel diavolo?

Io a suo tempo nel 1981 ho fatto un indagine pubblica, alla presenza dei miei colleghi di teologia, insomma, solo il 50% dei preti cattolici crede nel diavolo e negli angeli.

Tornando al carisma straordinario e unico di Evaristo Madeddu, devo farvi sapere che lui ha fondato in Sardegna una comunità di religiosi laici, dalla vita comunitaria e sia pure nella fraternità cristiana ripresentano lo schema affettivo e umanizzante della famiglia!

“Insomma, uno per tutti e tutti per uno!”

Molti anziani ormai, di fatto senza figli cadono vittime di sciacalli senza scrupoli (estranei o parenti) che rubano loro le proprietà e nella migliore delle ipotesi li lasciano "terminare" in istituti per poi finire di accaparrare quello che è rimasto.

Il carisma laicale di questo gigante di santità va studiato più da vicino e va applicato a persone anziane che sono sole e prima che diventino prive di autonomia possano responsabilmente fare una consacrazione ed una adesione a questa che è una forma di spiritualità più che moderna e che è un seme che deve ancora svilupparsi.

Come dalle invasioni barbariche ci salvarono i monasteri che custodirono anche la civiltà classica (solo il cristianesimo ha avuto la sensibilità di custodire anche la civiltà pagana licenziosa di Catullo e soprattutto di Orazio), chissà che da questa condizione barbarica post moderna del relativismo e del nichilismo, del network del grande fratello e delle telenovelas di prostitute e di felici cornuti galattici, della massoneria, della finzione democratica, dell'immoralità e del satanismo istituzionalizzato, della grande truffa del signoraggio bancario, ecc... chissà che non siano proprio i nostri nonnini a preservare la nostra civiltà e a salvare le future generazioni dalla catastrofe?

Una fraternità elettiva, di anziani che si uniscono insieme nel nome di Gesù, a LUI si consacrano e fanno una vita comunitaria parziale, di mutuo soccorso e assistenza, tornando alle fabbriche ai campi e creando una nuova identità, rivoluzione dell'inesauribile sorgente dello Spirito Santo.

Si crea un circolo virtuoso le forze nuove e ancora attive si dedicano alla carità di quelle ormai non più autosufficienti, selezionano il personale di servizio che deve essere sempre di loro gradimento e invece di subire le scelte degli altri (poveri rimbambiti), si rendono autonomi e registi del loro destino, circondati dalla fede, dalla umanità e dall'affetto dei fratelli e delle sorelle in Cristo.

Dal pensiero di questo grande santo: EVARISTO Madeddu

Dice il Signore: “Chi si adopera in qualche modo per la mia gloria, chi scioglierà la sua lingua in mia onoranza, avrà il mio gradimento, il mio appoggio, il mio sostegno, e sarò io stesso a parlare per la sua bocca.”

Io desidero, voglio che il Signore penetri nell’anima nostra, in modo da diventare una sola cosa con noi, desidero ci forgi con la sua arte divina, con la sua potenza che non ha limiti, col suo amore che tutto trasforma e santifica.

Vedete, fratelli, quanti esempi tristi si hanno da parte di anime che si allontanano da Dio?
Quanto è deplorevole il contegno di chi si stacca dalla fonte viva, dalla sorgente di vita eterna, da cui emana ogni bene!!

Lungi da Dio l’uomo perde il senso dell’equilibrio, il lume della ragione, si disorienta, ama le cose frivole, è capace di tutto, spesso cade nel baratto dei più nefandi e mostruosi delitti.

L’anima priva del lume divino, del sorriso di Dio, non è capace di amare e si chiude nel più nero egoismo che lo spinge all’odio, alla vendetta, alla disonestà ed a tutto ciò che è riprovevole ed inammissibile.

Perché Gesù è risorto?

Per farci intendere che noi dobbiamo risorgere alla Grazia e che il nostro spirito non è destinato a marcire in un sepolcro, ma è chiamato a fini superiori, a balzare fulgido e glorioso (dopo la disfatta del corpo) dalle miserie di questa vita grama agli splendori di una vita beata che non conosce tramonto.

Cristo è risorto per noi per riconfermarci nella fede, rimasta scossa dopo i giorni tristi della sua passione e morte.

Avanti, miei cari fratelli, le avversioni, i dolori, le ingiustizie, le incomprensioni umane, non turbino il nostro cuore, ne sminuiscano la nostra fede, ma anzi ci siano di incitamento a maggiormente perseverare nel bene e motivo di conforto perciò attraverso le prove, le anime si purificano e diventano maggiormente care a Dio.

Siamo forti: quanto più ci terremo uniti al Signore, tanto più avremo la forza di vincere le tentazioni che vorrebbero in tutti i modi sbarrarci la strada, per impedire il raggiungimento dei santi ideali.

Siamo tutti fragili, tutti difettosi è vero, perché siamo di creta.

Il solo perfetto è Dio, ma non dobbiamo cadere nella sfiducia, nello scoraggiamento, perché Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Gesù ha vinto per noi ed è questo motivo di grande speranza. Egli conosce la nostra grande fragilità, le nostre miserie e perdona sempre chiunque si accosta fiducioso e pentito. Coraggio dunque, miei cari fratelli, opponiamo viva resistenza a tutte le seduzioni diaboliche, teniamo dieto al Cristo che dolente ci precede nel duro cammino della vita.

Dio apprezza il bene e lo remunera abbondantemente, ma punisce anche il male col meritato castigo e col rigore della sua infallibile giustizia. Non sempre però fa gravare la sua mano pesante sui colpevoli, ma anzi li abbraccia, dimenticando l’oltraggio patito, quando pentiti invocano la sua clemenza. Siate forti, non vogliate seguire l’esempio dei tristi che non perseverano nel bene e tentano a contaminare anche gli altri.

Che cosa è il mondo? Cosa esso può prometterci?

Prima o poi, tutto scompare sotto una zolla di terra!

Non dobbiamo farci illusioni nella vita!
L’uomo non deve porre in cima ai propri ideali le realtà materiali, perché tutto ciò che è della terra, rimarrà alla terra.

Non intendo condannare il progresso scientifico, che anche questo viene da Dio; ma non bisogna farci illusioni nella vita.
Miei fratelli, siamo buoni, avveduti, oculati nelle nostre scelte: non vogliamo acquistare quei beni che un giorno ci dovranno essere tolti. Questi beni materiali non viviamoli egoisticamente, ma a gloria di Dio e a beneficio dei bisognosi. Assicuriamoci il possesso dei beni spirituali che non finiscono col corpo e che accompagnano le anime eternamente.

S. Francesco, il poverello di Assisi, era ricco, bello, forte e molto apprezzato per le sue doti personali, amava il divertimento, ballava, sperperava, amava la gloria, ma quando la voce di Dio gli fece intendere che lo voleva tutto per se, Francesco volse le spalle al mondo, gettò con disprezzo le ricchezze, si vestì di un ruvido saio e corse gridando per le vie di Assisi: " Dio mio è mio tutto, Dio mio e mio tutto".
Ecco quale d’evessere la nostra trasformazione!
Chi siamo noi?
Povere, piccole e fragili creature!

Dio è tutto, il suo potere è infinito, se noi ci affidiamo a Lui, Egli saprà compiere il miracolo della nostra santificazione, sempre s’intende col concorso della nostra volontà che dev’essere ligia al suo volere.
Discorso tenuto dal Sig. Evaristo Madeddu ai suoi confratelli per la circostanza della Pasqua (5-4-1953) nella sede di

Serramanna (Sardegna)
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Fratelli,

ricordiamoci che siamo sempre, in ogni momento, alla presenza di Dio.
Egli ci vede e penetra nell'anima nostra,

quindi stiamo attenti di non lasciarci vincere da satana, il quale è astutissimo per penetrare nel nostro pensiero e nel nostro operato,

per farci cadere inesorabilmente nell'abisso.
Pertanto, le nostre azioni siano fatte secondo il volere di Dio, in Dio e a gloria di Dio.
Dobbiamo tener fisso il nostro sguardo e il nostro pensiero a Gesù e a Maria:
ecco l'arma potente per cui possiamo vincere il demonio.

Cagliari, 9 agosto - 1932 Evaristo Madeddu

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